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We side with Cane Corso italiano

PER LA TUTELA DEL CANE CORSO ITALIANO

For the guardianship of the Cane Corso

:: Summary
 
The breed
:: Il Cane Corso
 
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:: Presidente R. Carosio
:: Vice pres. A. Cremonesi
:: Vice pres. N. Palazzo
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:: Campionato soc. 2003
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The breed
 
 

UNA SCELTA DI CAMPO PER IL CANE CORSO

 
 
L'adesione all'AICC abbiamo voluto chiamarla "Una scelta di campo" ad indicare l'auspicio di una decisa presa di posizione da parte di ogni appassionato della razza Cane Corso italiano. Una scelta di campo che oggi si rende sempre più improcrastinabile. Chi ha detenuto "ufficialmente" le sorti tecniche della razza negli ultimi dieci anni ci ha dato la ferma consapevolezza di essere noi in grado di fare di meglio e l'evoluzione stessa della razza (per qualcuno maliziosamente "involuzione") è oggi la testimonianza più forte di quanto sia necessaria una svolta decisa nella conduzione delle sorti del Canecorso. In dieci anni la razza ha subito trasformazioni troppo repentine e nel fisico e nel carattere. Troppo repentine dopo appena dieci anni di ufficialità. Il recupero di questo straordinario molosso italiano aveva acceso in tutti noi la speranza di poter far rivivere una gloriosa razza italiana che era compenetrata talmente tanto nella realtà agricola della nostra penisola da rischiare l'estinzione nel momento del progresso tecnologico e sociale del boom economico degli anni '60.

Il Corso avrebbe dovuto inorgoglire la nostra cinofilia che, dopo il decadimento morfologico dell'altro molosso nazionale, il Mastino napoletano, poteva nuovamente vantarsi di avere il proprio molosso da lavoro, senza più complessi di inferiorità nei confronti della tanto invidiata cinofilia germanica. Sembra essere passato un secolo, in realtà sono passati solo pochi anni. Quella che doveva essere un'opera di recupero, di lenta ricostituzione, si è trasformata, sulla spinta della ricerca a tutti i costi del vile denaro, nella ricostruzione di qualcosa di nuovo che poco ha a che fare con quella iconografia e storiografia che ci ha tramandato un'immagine ben diversa della razza.

Non è un caso se in questi anni abbiamo assistito alla coniazione di un orribile neologismo riferito al Corso ... vale a dire "imboxeramento", non poteva esserci termine più umiliante per la nostra cinofilia e per il Cane Corso nel momento in cui aspiravamo alla consacrazione del primo cane da lavoro italiano. Cosa pensereste se qualcuno vi dicesse che la famosa bistecca fiorentina si è hamburgerizzata? Oppure che il Parmigiano si è emmentalizzato? Dire ad un cinofilo italiano che il Cane Corso si è imboxerato, è come dire ad un cinofilo tedesco che il Dobermann si è imbracchito. Perchè si è voluto che il Canecorso, che solo dieci anni fa era l'esempio più evidente della funzionalità e della solidità caratteriale, avesse come suo modello di riferimento un cane, il Boxer, che è oggi invece solo la brutta copia del famoso Bullenbeisser di antica memoria? Ogni razza, certo, conosce una sua evoluzione nel tentativo da parte degli allevatori di smussare qualche angolo, di stemperare certe caratteristiche che mal si concilierebbero con la vita del cane in una società profondamente diversa da quella di soli 30 anni fa, e così facendo si finisce per stravolgere enormemente le caratteristiche di una razza, ma quel processo per la maggior parte delle razze avviene nell'arco di molti decenni. Per la nostra razza, invece, questo decadimento è avvenuto in pochi anni e quando una trasformazione avviene in maniera così evidente e repentina non si può non pensare che ci sia stato un preciso disegno in tal senso.

L'A.I.C.C. nasce nel 1998 dall'esigenza di doversi ribellare a tutto questo, di non dover più stare a guardare passivamente ciò che accadeva nella razza. Non tutto era compromesso, molti allevatori in quegli anni avevano comunque continuato a selezionare questo molosso seguendo i dettami di chi la razza l'aveva vissuta nel suo periodo del recupero, dal Conte Bonatti al dr. Breber al dr. Morsiani ecc. Lo standard, redatto dal dr. Antonio Morsiani scomparso prematuramente, era un'ottima base di partenza, pur migliorabile in alcuni suoi punti, ma purtroppo mal adoperato nei giudizi a causa di una folle e deleteria esigenza di differenziazione dal Mastino napoletano che aveva invaso la mente di qualcuno. Occorreva dare voce al dissenso, creare una diga al depauperamento delle migliori caratteristiche di razza. Con questo spirito nasce l'AICC e, volenti o nolenti, tutti devono riconoscerne il ruolo fondamentale di tutela della razza a 360 gradi.

E' grazie all'AICC se oggi, ad un certo punto, si è tornati a a parlare di Cani Corsi rustici (a dire il vero, qualcuno anche su questo tema ha voluto esagerare facendo passare per rustici autentici meticci frutto di chissà quali incroci causando la derisione di molti); è grazie all'AICC se si è riaperta la diatriba su alcune lacune dello standard che avevano penalizzato per lungo tempo certe caratteristiche invece tipiche di questa razza italiana sin dal passato (vedi equiparazione della chiusura a tenaglia al leggero prognatismo così come si evinceva dal convegno di Civitella Alfedena e come recepito nel nuovo standard dell'Associazione); è grazie all'AICC se si è aperta una crepa nel muro di gomma della nostra cinofilia denunciando abusi e favoritismi; è anche grazie all'AICC se oggi siamo in grado di gridare allo scandalo dinanzi alla proclamazione di qualche campione. In questi anni l'AICC ha organizzato raduni e seminari tecnici in tutta Italia, ha promosso studi e convegni sulle patologie della razza (displasia dell'anca ecc.), ha realizzato una ricerca storica sulla presenza del Corso in Italia nel Medioevo, ha allacciato un rapporto stabile con l'ICCF - Internationa Cane Corso federation, la più grande organizzazione di appassionati nel mondo sopperendo a quella che si annunciava come il grande scisma della razza che qualcuno in Italia stava contribuendo ad alimentare. Ci sono molte ragioni per aderire all'AICC, è inutile anche elencarle tutte, basta scorrere tra le righe della storia dell'ultimo decennio e prendere una decisione, libera, senza pregiudizi, senza false attenuanti. Potete scegliere a questo punto di stare dalla parte del Cane Corso italiano senza mezze misure ...oppure di continuare a piangervi addosso. Grazie.

La redazione

 
     
 
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Un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta del Molosso italiano (Corso) e della sua evoluzione o involuzione storica.
 
 
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