| |
Si sono da poco spenti i riflettori sul XII raduno AICC di Roma ed è tempo del consueto resoconto su quanto accaduto. Per una più agevole lettura il commento seguirà quanto stabilito dal programma
SABATO
Il convegno
In primo luogo un ringraziamento al prof. Righi che ancora una volta si è reso disponibile per una nostra iniziativa. Egli non si è limitato a illustrare la sua brillante relazione sull’uso del cane nello sminamento umanitario, ma ha partecipato attivamente alle altre fasi del convegno. Più in generale si può affermare, che ancora una volta , come si usa dire, l’AICC "ha gettato il cuore oltre l’ostacolo", forse in questo caso più che di ostacolo si potrebbe parlare di media cultura cinofila di razza. E’ stata infatti data la possibilità agli appassionati del Cane Corso di partecipare ad un convegno particolarmente stimolante, ricco d’informazioni sulla razza e più in generale di cultura cinofila. Lasciatemi dire che il risultato eccellente della proposta (sia per l’impegno organizzativo dell’AICC e la qualità delle relazioni) è stato apprezzato da un pubblico attento, la cui consistenza giustifica l’impegno e il dispendio di energie profuse dall’AICC, ma che ci porta ancora una volta ad altre riflessioni. Riflessioni uguali a quelle di qualche anno addietro a Pisa al seminario di cinognostica e ancora a Pisa su quello della displasia dell’anca. Tutti argomenti di grande interesse, che però pare i corsisti preferiscano discutere e dibattere in altro modo ed in altre sedi. Forse la razza è formata da appassionati ed allevatori che preferiscono ai seminari di approfondimento, dove c’è il serio rischio d’imparare qualcosa, altre forme di confronto, quali il chiacchiericcio a bordo ring, le pagine abbaiate delle pubblicità sulle riviste o sui siti internet. La razza è quello che è, mi ripeto ancora una volta: prima che di qualità di cani si dovrebbe risolvere il problema sulla qualità degli uomini che ruotano intorno al Cane Corso. Non è cosa da poco. Chiudo qui il discorso, perchè non trovo giusto per rispetto di chi era presente, informare su quanto accaduto al convegno chi ha preferito starsene comodamente a casa. E’ il primo atto concreto di una riflessione che deve essere necessariamente portata avanti. Cercando di elevare il livello generale della qualità nella razza, forse abbiamo sprecato risorse che potevano essere destinate ad iniziative più mirate, con risultati più concreti. Per questo credo sia arrivato il momento di operare scelte diverse, di avere una diversa qualificazione del lavoro per la razza. Se c’è zavorra dobbiamo avere il coraggio di sganciarla e procedere con passo più spedito. Qualcuno dirà che così facendo l’ AICC finirà per essere un ‘elite e perderà così il contatto con la massa dei corsisti. Forse accadrà questo, forse sta già accadendo. Un fatto è certo, l’AICC è una risorsa, forse l’unica che ha a disposizione la razza per risalire la china. Faremo come nell’auto: in piena crisi Fiat la Ferrari ha tenuto alta l’immagine dell’automobilismo italiano. In fondo anche la Ferrari è una realtà d’elite, che non si è fatta schiacciare dai problemi più generali. Mi piace lo slogan: l’AICC è la Ferrari del Cane Corso.
La Cena Sociale
Il momento formale, l’appuntamento annuale anche quest’anno ha visto protagonisti donne e uomini dell’AICC. Una serata gradevole, di quelle che vorresti che non finissero mai. Ottimo cibo, vino dei castelli, allegria conviviale. Una bella serata. Come consuetudine con l’occasione sono stati consegnati i riconoscimenti, gli attestati ed i premi.Sono stati premiati i soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento di Cane Corso 2003 e più precisamente Nuccio prop. All. del Morgan per i maschi e Yea prop. All.to Saxellum/Val d’Erro per le femmine. Il riconoscimento di allevatore dell’anno 2003 è andato a Renzo Carosio titolare dell’allevamento Val d’ Erro affisso Saxellum. E’ stato consegnato al sig. Hodas l’attestato di giudice specialista del Cane Corso. Esaurita la parte "regolamentare", sono state consegnate targhe ricordo ai tre giudici impegnati nei giudizi, una ceramica ricordo al prof. Righi per la partecipazione al convegno. E’ stata poi consegnata una targa a Riccardo e Laura Dellepiane rispettivamente consigliere e tesoriera dell’associazione. Il presidente ha tenuto a rimarcare l’importanza del lavoro svolto a favore dell’associazione di questi soci fondatori. Una targa anche a Nick Di Croce rappresentante dell’AICC in nord America, per il prezioso lavoro e la grande disponibilità.
A questo punto quella che potremmo definire la sorpresa della serata. Il presidente ha ricordato ai presenti che l’anno 2004 si è aperto con un’importante novità di grande rilievo e valore per la razza. Si è portato infatti a compimento quello che qualche anno addietro poteva essere considerato solo un progetto ambizioso dell’AICC: riunire la selezione di razza sotto uno stesso standard sulle due sponde dell’Atlantico. Dal 1 Gennaio 2004 il progetto ambizioso è diventato realtà e l’AICC ha voluto celebrarlo, ricordando l’impegno, il lavoro e anche il sacrificio, fatto per giungere a questo traguardo sull’altra sponda dell’ oceano da parte dell’ICCF. Al signor Hodas, socio fondatore di quel prestigioso club, è stata consegnata una splendida rappresentazione artistica di una testa di Cane Corso, nella targhetta si legge: "L’AICC all’ICCF con riconoscenza per il lavoro svolto in favore della razza, Roma 19 Giugno 2004".
DOMENICA
Con la giornata di Domenica arriva il momento dell'attesa verifica zootecnica. Nel raduno di Roma è in palio il titolo di Campione Sociale 2004. I concorrenti arrivano alla spicciolata, piano, piano, l'area è occupata della autovetture, alla fine i corsi saranno una settantina. Nella zona dei ring, ben ombreggiata, sono posti in bella vista i premi. Quest'anno oltre le coppe fanno bella mostra tre riproduzioni di teste di cane corso. Saranno assegnate alla giovane speranza AICC e al maschio e alla femmina che conseguiranno il titolo di Campione Sociale. Arrivano i giudici, una controllata ai ring e si può cominciare. Ad Alberto Cremonesi vengono affidati i baby e i cuccioloni, mentre a Patrizia d'Alonzo e a Ed Hodas le classi maggiori: giovani, libera, veterani e campioni. I soggetti vengono presentati ai giudici, i giudizi sono molto accurati. E' un piacere vedere l'americano Ed Hodas, commentare con l'aiuto dell'interprete i vari soggetti con il giudice AICC D'Alonzo. La scelta di fare giudicare in coppia un giudice americano dell'ICCF e uno dell'associazione, voluta e attuata dall'AICC, si dimostra azzeccata: scambio di idee ed esperienza. L'unificazione della selezione passa anche attraverso l'uniformità dei giudizi. Alla fine i giudici Hodas e D'Alonzo saranno molto soddisfatti l'uno dell'altra. Meglio di così non poteva andare, si può affermare che un'altro passo avanti è stato fatto in favore della razza. Non volendo trascurare il commento ai corsi, si può dire che la disomogeneità non accenna a diminuire in modo significativo, così abbiamo avuto anche quest'anno un discreto campionario di corsi, merito dei giudici se, attraverso le qualifiche e le classifiche, i presenti hanno potuto avere un segnale di chiarezza. Per i piazzamenti nelle varie classi rimandiamo alla lettura della classifica. Il primo trofeo assegnato è stato quello Giovane Speranza AICC che ha visto Saxellum Luxor aggiudicarselo. Di seguito la scelta della miglior femmina e del miglior maschio valida anche per il titolo di Campione Sociale. La scelta è caduta su Zaira all. Castrignano ( prop. All. Dei Capojazzi), mentre per i maschi la scelta è caduta su Saxellum Luxor (all e proprietario all Val d'Erro/Saxellum). Saxellum Luxor sarà anche migliore di razza. In due parole si può definire questo XII raduno AICC nel segno della continuità con qualche interessante novità. I due Campioni Sociali indicano questo: Zaira già vincitrice a Montescaglioso lo scorso Ottobre si conferma ai vertici per le femmine, Saxellum Luxor a nove mesi appena compiuti si propone prepotentemente alla ribalta. Anche quest'anno si torna a casa con la consapevolezza di un'altro risultato di prestigio per l'AICC che nella due giorni di Velletri ha dimostrato che con la qualità del lavoro e l'originalità delle idee si possono far compiere alla razza passi in avanti. Per questo un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita di questa manifestazione ed ai corsisti che si sono stretti attorno all'AICC.
Arrivederci al 2005
|
|