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Il Molosso: approfondimenti

MOLOSSO ITALIANO: LE ORIGINI
Italian Molosser or light Mastiff

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The breed
:: Il Cane Corso
 
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The breed
 
 

INDAGINE SUL MOLOSSO IN ITALIA

 
 

IL MOLOSSO E LE SUE VARIANTI


Parlare del Cane Corso vuol dire ripercorrere la storia del Molosso italiano e della sua presenza secolare a fianco dell'uomo, fiero guardiano ed ausiliario insostituibile nel lavoro agricolo.

Il Corso era conosciuto in passato con i nomi più svariati: molosso italiano, appunto, ma anche Mastino leggero, Cane da presa, Canecorso, Cursacchione, Vucciriscu ecc. tutte espressioni che identificavano, oltre che una razza, un ruolo preciso: il cane da utilità, il cane da lavoro forte ed affidabile
... o meglio, una tipologia precisa di cane più che una razza vera e propria, ben definita, come oggi siamo abituati ad intendere una razza canina.

Il Molosso da lavoro, selezionato per la sua funzionalità al servizio dell'uomo, esiste da tempo immemore in Europa ed in ogni paese europeo ha assunto una denominazione diversa e peculiare, pur essendo riconducibile nella sostanza sempre allo stesso ceppo.

Ecco allora che troviamo l'Alano spagnolo, il Perro de presa Canario o Dogo canario (secondo la classificazione FCI) ed il Perro mallorquin in Spagna, il Dogue de Bordeaux in Francia, il Rottweiler ed il Boxer, erede del Bullenbeisser, in Germania, il Bullmastiff in Inghilterra e ancor prima il Bulldog di Vittoriana memoria da cui presero vita, attraverso le migrazioni degli Europei in Nord America, il Bulldog americano ed il Pit Bull. Questo solo per restare all'Europa ma senza dimenticare nel resto del mondo il Fila brasilero in Brasile.

Tutte queste razze hanno in comune di essere discendenti del mitico Molosso romano, a sua volta erede della tradizione leggendaria del Molosso asiatico confluito in parte nel Molosso tibetano, del quale Marco Polo, nel suo viaggio in Cina, raccontato nella sua opera "Il Milione", fa ampia e circostanziata menzione parlando di: "Mastini grandi come asini...".

A questo proposito, ricordiamo che la prima testimonianza dettagliata, nel mondo antico, di un grosso cane molosso ci è data da una scultura votiva in bronzo con finiture in oro rinvenuta circa 1.800 anni prima di Cristo ed oggi conservata nel museo del Louvre.

Ma perchè l'uomo ha avvertito da sempre la necessità di selezionare ed allevare queste tipologie di molossoidi? Senza ombra di dubbio per la loro versatilità, dedizione al lavoro e al padrone, per la loro insensibilità al dolore che li rendeva particolarmente adatti a sopportare i disagi di una vita misera e dura, ma soprattutto per la loro forza, tenacia e coraggio. Per secoli, questi Molossi hanno accompagnato l'uomo nelle sue attività, imparando ad essere guardiani, difensori e al tempo stesso compagni leali nella solitudine delle lunghe giornate nei campi.

In Italia, sono sempre esistite due distinte ma per molti versi simili tipologie di molosso da lavoro: il Cane Corso ed il Mastino napoletano, gli eredi di quei Mastino pesante e leggero dell'epoca romana. Per secoli hanno convissuto, soprattutto nelle regioni meridionali dell'Italia, differenziandosi nelle funzioni: al Mastino napoletano la guardia del cortile con la sua forte deterrenza fisica a protezione della casa in compiti più stanziali, al Cane Corso invece la guardia della mandria dei bovini in masseria o la caccia al cinghiale e al tasso che presumono una maggiore agilità e scioltezza dei movimenti.

Una presenza, quindi, costante, quella del Molosso in Italia ma che rischiava di venire meno quando, a partire dagli anni '60 del secolo scorso, l'evoluzione tecnologica iniziò a portare degli stravolgimenti anche nelle campagne, habitat naturale di questa tipologia di cani, rendendo sempre meno necessaria la loro presenza nell'attività di ausilio dell'uomo. La meccanizzazione dell'agricoltura, l'esaurirsi della caccia come fonte di sopravvivenza e la diminuzione sempre più consistente delle mandrie di bovini al sud potevano significare l'estinzione del Mastino leggero dal momento che nel frattempo alcuni appassionati avevano provveduto a preservare il suo cugino più grande con il riconoscimento ufficiale da parte dell'ENCI della razza Mastino napoletano che avvenne nel 1946. Fu allora che si riaccese l'interesse per la nostra razza, con la consapevolezza, da parte di un gruppo di cinofili come il conte Bonatti, il prof. Ballotta ed il dr. Breber in primis, della responsabilità di dover fare di tutto per preservare questo straordinario patrimonio cinofilo nazionale. Il cammino fu lungo ed irto di difficoltà per la esiguità degli esemplari di reale valore sui quali poter iniziare un'operazione di recupero. Fu necessario scandagliare le campagne della Puglia, dove si erano mantenute vive alcune linee di sangue, del Molise, della Basilicata e della Campania. Il dr. Breber negli anni '70 iniziò ufficialmente il recupero della razza accoppiando alcuni tra i soggetti che aveva reperito nelle campagne pugliesi che presentavano alcune delle caratteristiche tipiche del Cane Corso, alcune delle quali soltanto presunte, avendo come fonte unicamente le testimonianze degli anziani e dei contadini che ancora conservavano un ricordo di quello che doveva essere il ceppo del Cane Corso. I primi soggtti di questa selezione furono inviati al Nord nell'allevamento del fratelli Luciano e Giancarlo Malavasi in quanto, essendo costoro già allevatori di Pastori tedeschi, si riteneva potessero essere in grado di portare avanti in maniera più professionale la selezione di questo affascinante molosso.

Lentamente, una razza tanto antica e radicata sul territorio di cui si stavano perdendo le tracce, stava tornando alla luce. Da quel momento, il Corso ha iniziato un difficile cammino che, attraverso mille peripezie, lo ha portato nel 1994 al riconoscimento ufficiale da parte dell'ENCI. Due anni dopo, anche la FCI ha riconosciuto provvisoriamente la razza a livello internazionale. Si è evitato in tal modo la scomparsa del Molosso leggero dall'Italia. Il resto è storia di questi giorni ...

 
     
 
APPROFONDIMENTI
 
Per approfondire il discorso sulla genesi del Molosso italico e sugli aspetti storici del Cane Corso, rimandiamo alla sezione "Storia" e "Radici" del sito in cui l'argomento è trattato in maniera particolareggiata con riferimenti storici ed iconografici esaustivi.
 
LIBRO - BOOK
 
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Per maggiori approfondimenti sulle origini della razza e sulla presenza del Molosso in Italia, consigliamo il libro scritto dal Presidente AICC Renzo Carosio
 
BACHECA
 
A travel in the past to discovery the old Cane Corso
 
Un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta del Molosso italiano (Corso) e della sua evoluzione o involuzione storica.
 
 
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