RICERCHE SUL CANE CORSO E DELLA SUA IMMAGINE
Paolo Paoletti
Allevatore di Cani Corso |
Contemporaneamente alla ricerca di soggetti rustici di Cane Corso che da diversi anni conduco, ho sistematicamente fatto un'indagine di opinione nelel zone dove questo molossoide era più utilizzato.
Partendo dal Salento, Le MUrge, La Capitanata ed il basso Molise mi sono spinto all'interno verso Campobaso e Benevento.
Il metodo, volutamente semplice, è stato di mostrare agli intervistati 5 foto cartolina con soggetti notevo,mente diferenziati nella loro morfologia., chiedendo di indicare il soggetto che a loro sembrava più tipico. L'indagine è completata da domande riguardanti: taglia, mantello, dentatura, occhi ed utilizzazione.

Foto 1 |

Foto 2 |

Foto 3 |

Foto 4 |

Foto 5 |
Foto 1 - 0%
Foto 2 - 32%
Foto 3 - 21%
Foto 4 - 30%§
Foto 5 - 17% |
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Le risposte che indicavano il cane più tipico sono state in misura del 32% per la foto 2, il 30% per la foto 4, il 21% per la foto 3, il 17% per la foto 5 e lo 0% per la foto 1.
Si può concludere che le preferenze sono per la foto n. 2 che rappresenta un soggetto marcatamente molossoide e per la foto n. 4 di un cane con una testa meno voluminosa ma più squadrata.La foto n. 3 è ststa indicata in numero maggiore da persone giovani, per cui è penalizzata dalla regola di mantenere valido per i sisultati solo le testimonianze di persone oltre i sessant'anni di età. Il soggetto della foto n. 5 è stato valutato come eccessivamente globoso. Mentre la n. 1 non è mai stata presa in cosniderazione.
per la serie di domande suddette, le risposte risultano:
- la taglia: non ci sono risposte precise ma tutti lo indicano come cane di grossa mole ma non goffo nei movimenti e assai agile;
- il colore del mantello: sulla fascia costiera prevaleva il tigrato sui colori nero, grigio e beige. All'interno sono ricordati come più tipici i mantelli uniti nero o grigio oppure marrone;
- la dentatura: nessuno degli intervistati ricorda con precisione come fosse; parlano di denti forti da cane di presa. Solo un anziano veterinario di castelluccio (Foggia) che ricorda di aver in gioventù esaminato la dentatura di questi cani, sostiene che era a tenaglia o leggermente prognata;
- gli occhi: sono indicati di colore nocciola chiaro quasi giallo oppure scuri, comunque non era un particolare a cui si dava molta importanza;
- l'utilizzazione: i più anziani ricordano che questo cane apparteneva a persone benestanti oppure ai loro amministratori facendo funzione di cane da difesa e da guardia. Lo usavano anche i carrettieri, caprai e cacciatori.
Vorrei ricordare che le interviste (circa 160) sono state suddivise e mantenute valide per le risultanze della relazione solo quelle di persone nate prima del 1930.
Fra questi ho scelto solo coloro che avevano posseduto Cani Corsi, oppure che nella loro famiglia usavano Cani Corso o che avevano lavorato in masserie o altri luoghi dove c'erano Cani Corso. Così sono rimaste valide per l'inchiesta solo 77 interviste efettuate in 32 Comuni.
Ci sono nelal relazione testimonianze di anziani che al tempo svolgevano la professione di veterinario nelle zone di riferimento.
Ho promosso queste scelte per attingere da persone consapevoli delle caratteristiche del Cane Corso prima che esso fosse declassato, quando averlo er aun segno di prestigio ed era pienamente inserito nelle sue funzioni specifiche.
Questa gente, appena incrinata l'iniziale diffidenza, si apriva ai ricordi ancora sorprendentemente vivi amando parlare dei suoi cani, non solo di Corsi ma di cani da pecora, di pometti, di levrieri, tutti cani funzionali in un ambiente arcaico ed utilitaristico.
Esiste una diffusa opinione, quando si parla dell'immagine di questo cane, per cui non viene dato mai peso alla bellezza dei soggetti descritti ma con insistenza si riferisce di un'espressione dura e ostile che la testa del cane riesce ad esternare.
Questo schema si è cercato di mantenerlo nel tempo quanto più consono al lavoro che il cane doveva svolgere.
Non aveva attrattive estetiche, non era un cane ornamentale, aveva piuttosto un aspetto sinistro ed inquietante.
Si preferivano, ad esmpio, soggetti con occhi di rapace non gazzuoli ma nocciola chiaro, quasi un lampo trasparente nella maschera scura. Anhe la pratica della conchectomia più che per la funzione pratica, si è perpetuata per evidenziare l'aspetto fiero e di permanente attenzione dell'animale.
Quando si parlava di Cani Corsi al mercato, in piazza fra compaesani e amici, ognuno esaltava soprattutto le doti di aggressività del proprio cane abbondando e ingigantendo i particolari, in modo che venissero creduti ancora più feroci. Questa pratica non deve trarre in inganno perchè non era semplice ostentazione ma piuttosto una strategia richiesta da esigenze ambientali.
Infatti si dovevano difendere i propri beni e anche la propria persona così er autile avere un cane con le caratteristiche descritte. Rassicurava averlo a fianco la sera ritornando dalla campagna e la notte era tenuto legato ad una corta catena all'ingresso delle stalle o della casa. Per cui definirei le sue funzioni difensive e soprattutto dissuasive.
Mi sembra che le descrizioni annotate collimano con numerose citazioni storiche fra cui:
Erasmo da Valvassone (1591) "facile all'ira aspro et superbo"; il cardinale Scipione Borghese (1628) "e Corsi can di ferocità rabbiosa armati";
in un passato più recente sul vocabolario Zingarelli, nelle edizioni prima del 1950 si legge: specie di cane grosso e feroce di pelo nero.
E' mia convinzione che conservare questo singolare aspetto del cane Corso dovrebbe essere fondamentale non solo per conservare l'immagine storica ma perchè alterarlasarebbe togliere strumento alal sua funzione, poichè questo cane svolge la maggior parte del suo lavoro senza dover intervenire fisicamente.
Questa relazione è uno stretto condensato di memorie della gente di Puglai e dintorni, a queste persone va il mio profondo ringraziamento per avermi schiuso il loro passato aprendomi al mito del Cane Corso dandomi sempre gentilmente la loro ospitalità ed amicizia.
Le ricerche sono state condotte nei seguenti Comuni: Lecce, trepuzzi, Mesagne, Francavilla, Putignano, Martina Franca, Gioia del Colle, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Corato, Bisceglie, Canosa, Spinazzola, Melfi, Morcone, Pesco Sannita, Cerignola, Minervino, Candela, Ascoli Satriano, Deliceto, Bovino, Panni, Castellussio, Ariano Irpino, Manfredonia, Foggia, Licera, S. Paolo di Civitade, Serra Capriola, S. Croce di magliano, Troia |