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Volendo dare una definizione del tipo si potrebbe dire che per tipo s'intende l'insieme dei caratteri propri della razza ( etnia). Lo standard è la descrizione di questi caratteri.
Nel Cane Corso è soltanto dall'attenta lettura dello standard che si possono individuare in un ordine crescente d'importanza i caratteri che nell'insieme definiscono il tipo. Una complicazione a questa operazione, in apparenza semplice, deriva dal fatto che lo standard spesso definisce caratteristiche e difetti legati anche ad aspetti generali del cane, che si riferiscono per lo più alla salute e alla funzionalità. Quasi sempre essi vengono mescolati alle caratteristiche di tipo, come accade per esempio nell'elencazione dei difetti eliminatori o da squalifica, rendendo per conseguenza più difficile per il neofita distinguere gli uni dagli altri. Sgombrando la mente da sovrastrutture derivanti dalle personali convinzioni, possiamo tentare di fare un viaggio nella razza attraverso lo standard, individuando i caratteri che più degli altri determinano il tipo. Cerchiamo intanto di fare un po' di chiarezza sulla tipicità che deriva dalla testa e dalla costruzione. Non di rado ci siamo sentiti dire che un soggetto può avere un'eccellente costruzione, ma se ha la testa da dobermann, non è sicuramente un cane corso. Osservazione condivisibile. E' però altrettanto vero che un'ottima testa di Cane Corso su di un corpo da bassotto o da borzoi, otterrebbe la stessa valutazione. Fin qui nulla di strano, sono casi abbastanza chiari, al limite del paradosso, facilmente individuabili. Le difficoltà nascono quando una razza può avere punti di contatto con razze affini o omologhe, in questo caso il discorso tipo assume anche il valore di identità razziale posto alla conservazione della purezza di razza. Per questo è importante in tutte le razze e ovviamente ancor di più per il cane corso che è una razza giovane, avere uno standard preciso che lasci pochi spazi alle interpretazioni personali. Da qui la necessità di giudizi omogenei, fondati su analisi oggettive dei soggetti e non su interpretazioni soggettive dello standard, o peggio, in base a convinzioni e gusti personali di chi giudica.
In molti standard l'impianto descrittivo segue schemi simili. Uno dei punti che troviamo all'inizio, che di solito viene denominato "Aspetto generale" ci da una prima descrizione di come dovrebbe apparire un Corso agli occhi di chi lo vede (o lo giudica). Nel caso del Cane Corso: "cane di mole medio grande, fortemente costruito ma elegante....La conformazione è quella di un mesomorfo il tronco è più lungo dell'altezza al garrese, armonico rispetto al formato(eterometria) e disarmonico rispetto ai profili (alloidismo).
Cominciamo con lo specificare l'origine della dizione di mole medio grande, qui si può far riferimento alla classificazione del Megnin che classifica la statura media da cm. 40 a cm 65 e la statura grande da cm. 65 e oltre. Il corso ha misure a cavallo tra le due tipologie (medimente le femmine rientrano nel primo gruppo i maschi nel secondo). Proseguiamo con il dire che il mesomorfo è un soggetto che evidenzia nelle proporzioni diametriche (confronto fra i diametri longitudinali e trasversali) una proporzione intermedia da normotipo compresa tra le altre due tipologie: brachimorfo e dolicomorfo. Questa suddivisione è simile a quella degli umani: il mesomorfo corrisponde al nostro normale o medio, il brachimorfo al nostro tarchiato o brevilineo, il dolicomorfo al nostro slanciato o longilineo. Il riferimento "armonico rispetto al formato" sta a significare che il corso è un cane armonico, cioè le sue parti anatomiche hanno grandezze proporzionate le une con le altre. La disarmonia rispetto ai profili (alloidismo) sta invece a significare che il Corso, come quasi tutte le razze canine, ha le varie regioni che non hanno lo stesso tipo di profilo(inteso come linea di contorno) e cioè rettilineo, convessilineo, concavilineo. In questa parte lo standard ci da un'altra importante indicazione: il Corso ha costruzione rettangolare, essendo più lungo che alto. Come avrete potuto notare già in questa prima parte, abbiamo un serie di elementi che ci permettono ad una prima occhiata di valutare il nostro Corso. Sono indicazioni importanti perchè sono alla base di tutte le valutazioni successive. Sono in gran parte riferite alla costruzione, perchè da questa si definisce in gran parte l'utilizzo dell'animale. La descrizione di un cane di mole medio grande, fortemente costruito, ancorchè elegante con un tronco più lungo dell'altezza al garrese,( misura 11% in più che ci viene indicata nel paragrafo successivo, titolato proporzioni importanti) ci fornisce l'indicazione che siamo di fronte ad un trottatore, come si potrà verificare leggendo l'apposito punto relativo all'andatura. A questo proposito lo standard ci dice che le andature del corso sono il passo lungo, il trotto allungato, tratti di galoppo, ma con propensione al trotto allungato. Con riferimento alla classificazione del Cane Corso tra i trottatori, qualcuno in passato mi ha rivolto l'osservazione : "ma nello standard c'è scritto anche il galoppo!". E' vero c'è scritto anche tratti di galoppo, così come non c'è scritto il passo. Questo cosa significa che il corso non vada al passo? No di certo, ma che non è una sua andatura di riferimento. Lo stesso per il galoppo, anche gli elefanti all'occorrenza galoppano, ma non credo si possa definire l'andatura a loro più congeniale. Infatti si parla per il corso di "tratti" di galoppo. Il fatto che l'animale sviluppi diverse maniere di deambulazione è dovuto al bisogno che il soggetto ha di produrre differenti velocità, per cui ad ogni grado di velocità corrisponde un particolare tipo di andatura (V.Horn).
Passiamo all'esame della testa altro punto nevralgico per il nostro discorso sulla tipicità. Nello standard abbiamo alcuni parametri di grande importanza. La testa è brachicefala, infatti la sua larghezza bizigomatica è uguale alla lunghezza del cranio. Lo stesso muso ha una larghezza che deve pressoché eguagliare la sua larghezza. Dalla descrizione così ricavata, possiamo dire di essere davanti, visti da sopra, approssimativamente, a due cubi ravvicinati, uno dei quali più piccolo con la misura del lato pari a circa la metà del lato del cubo più grande, infatti il loro rapporto è pressoché 1:2 essendo il muso e il cranio rispettivamente il 34% e il 66% della testa. Altra indicazione fondamentale per il nostro viaggio alla ricerca del tipo, sono le facce laterali del muso che devono essere rigorosamente parallele. In questo modo con un tartufo correttamente allineato sul medesimo piano verticale della faccia anteriore del muso (come più efficacemente scritto nello standard prima stesura: deve formare un angolo di 90°), avremo quello che lo standard definisce faccia anteriore piatta e quadrata.
Altro riferimento fondamentale per riconoscere la tipicità del nostro Corso è la valutazione degli assi longitudinali del cranio e del muso (detti anche assi cranio-facciali), che lo standard ci indica debbano essere leggermente convergenti. Qui entriamo in una zona a rischio, perchè la leggera convergenza è difficile da cogliere, vuoi perchè leggera, appunto, vuoi perchè l'asse del cranio non segue il profilo di quella regione, ma deve essere tracciato virtualmente. La misurazione, o meglio sarebbe dire, fissare il posizionamento dell'asse longitudinale del muso, è abbastanza semplice, perchè corrisponde al profilo superiore della canna nasale che lo standard definisce rettilinea e piuttosto piatta. L'asse ovviamente immaginario passa e congiunge il tartufo con la retta (intersecandola)che collega idealmente gli angoli interni degli occhi. La misurazione o l'operazione per fissare l'asse longitudinale superiore del cranio deve essere fatta tracciando idealmente una retta dal centro della squama occipitale ( protuberanza posta grosso modo tra i due orecchi) al punto d'incontro delle apofisi nasali con le ossa frontali ( le apofisi sono la parte sporgente di un osso). Per cimentarsi nella rilevazione dell'andamento degli assi cranio facciali, per determinare la leggera convergenza prescritta per il cane corso, è indispensabile guardare il soggetto di lato. Un consiglio su come procedere: tacciare le due rette immaginarie partendo da quella dell'asse cranico che è più difficile da definire, cercate la squama occipitale e procedete verso l'altro riferimento cinometrico, vi accorgerete che sarete al di sotto del profilo della testa, non vi preoccupate, ora tenendo a mente la posizione dell'asse rilevata, tracciate rapidamente l'asse del muso e verificate se c'è la convergenza e la sua entità. Forse prima di cimentarvi sull'animale, è meglio che proviate su di una foto. L'argomento degli assi leggermente convergenti è di basilare importanza per la determinazione del tipo, poichè l'andamento degli assi risulta fondamentale anche per il posizionamento e la forma dell'occhio. Lo standard ci dice che il corso, che ricordiamo ancora una volta ha gli assi cranio-facciali leggermente convergenti, deve avere gli occhi in posizione sub frontale, con rima palpebrale ovaleggiante. I soggetti con convergenza marcata hanno gli occhi in posizione frontale, a questa situazione si adegua la rima palpebrale che assume la forma rotonda, per contro i soggetti con assi paralleli o peggio ancora divergenti tenderanno ad avere gli occhi in posizione più laterale con accentuazione della forma ovale fino a diventare a mandorla. Il fatto che la convergenza degli assi del Cane Corso debba essere leggera lo si ricava anche dal fatto che la forma ovaleggiante il Solaro non l'associa neppure all'occhio in posizione subfrontale.
La chiusura dei denti ha occupato ampi spazi nelle discussioni dei corsisti ed ha finito per diventare "il problema del cane corso". Lo standard del Cane Corso indica la chiusura leggermente prognata anzi è scritto: "lievissimo raccorciamento con conseguente leggero prognatismo. Ancora "gli incisivi inferiori sorpassano leggermente (circa ½cm )..."Nello standard originario che io amo definire "the original" era scritto: gli incisivi sorpassano soltanto di ½ cm. Piccole diversità che hanno contribuito ad aumentare le polemiche, per non parlare del libro distribuito dalla SACC a tutti i giudici dove nel commento allo standard è scritto che il Corso può essere prognato fino a 10mm. Io mi rifaccio alle origini, se nell'adeguamento dello standard ai vari modelli Enci/FCI e/o nel corso delle traduzioni si sono perse delle cose, non è colpa del Cane Corso. Chi le ha seguite e/o determinate, le rimetta a posto. Morsiani scrisse: SOLTANTO e non circa. Un buon contributo ad aumentare la confusione lo diede il riassunto dello standard distribuito dalla SACC stessa in occasione dell'Europea di Verona nei primi anni novanta e, successivamente, alle riviste specializzate, in questo documento era scritto:tollerate tenaglia e forbice. Mi rendo conto che trattandosi di un riassunto aveva un valore relativo poichè non era lo standard di razza ,ma appunto un riassunto, però con la firma di Morsiani... (!?)
Per proseguire nella determinazione del tipo, dovremmo fare adesso un bel ragionamento.
Tutto ciò che si allontana dallo standard diventa per conseguenza di quanto affermato in principio, un allontanarsi anche dal tipo. A questo punto mi corre l'obbligo di fare una puntualizzazione ad uso di chi legge: il soggetto tipo al 100% non esiste. Questo me lo disse la buonanima del dott. Perricone citando gli inglesi, essi affermavano infatti che anche il cane campione ha almeno otto difetti. Io sono d'accordo con loro. Occorre perciò valutare i difetti per stabilire un ordine o se preferite una gerarchia di quelli che ci allontanano maggiormente dal tipo rispetto agli altri. Esiste nello standard una dicitura generica: "ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni, costituisce difetto che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e alla sua diffusione". In questo caso si lascia discrezionalità al giudice. Ad esempio una linea dorsale appena, appena cedevole, avrà una valutazione ai fini del giudizio diversa rispetto ad un'altra esageratamente concava . Oppure la valutazione di appiombi non corretti, ecc...I difetti di tipo particolarmente significativi quelli che tendono a portarci fuori dal tipo, inteso come modello ideale, devono essere sanzionati specificatamente e li troviamo indicati tra i difetti eliminatori e da squalifica. Il giudice se rileva il difetto eliminatorio o da squalifica deve solo applicare quanto previsto dallo standard. Andiamo a scoprirli perchè essi indirettamente ci aiutano all'individuazione dei caratteri di tipo. Cominciando dai più gravi, tralasciamo ovviamente quelli inerenti la salute e la trasmissione genetica (es. organi sessuali, enognatismo ecc...). Troviamo tra i difetti da squalifica la divergenza degli assi cranio-facciali, la canna nasale concava o montonina, il pelo semi-lungo, raso, frangiato. I colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese, anurismo, brachiurismo sia congeniti che artificiali. Quest'ultima parte è stata modificata rispetto allo standard originario (anurismo, brachiurismo, inserzione bassa, deviazione). Dai difetti eliminatori: parallelismo degli assi cranio facciali, convergenza molto marcata, facce laterali del muso convergenti, chiusura a forbice, prognatismo accentuato e deturpante, coda portata ad anello o candela, statura al di sopra o al di sotto dei limiti indicati.
Mi sembra che a questo punto si possa stilare un elenco dei caratteri di tipo:
-Taglia nei limiti previsti.
-Costruzione rettangolare, lunghezza +11% dell'altezza al garrese( non è previsto il difetto specifico per la costruzione quadrata) ma la costruzione rettangolare è citata nello standard nelle proporzioni importanti.
-La lunghezza totale della testa 3,6/10 dell'altezza a garrese(anche qui non è citato nei difetti l'errato rapporto), ma è citata nello standard nelle proporzioni importanti.
-La lunghezza del muso 3,4/10 (34%) della lunghezza totale della testa (anche qui non è citato specificatamente il difetto dell'errato rapporto), ma è citata nello standard tra le proporzioni importanti
-L'altezza del torace al gomito 5/10 dell'altezza al garrese (metà dell'altezza). Anche qui non è indicato un difetto specifico per il mancato rispetto di questo rapporto, ma è tra le proporzioni importanti.
-Leggera convergenza degli assi cranio-facciali ( che determina anche il posizionamento e la forma dell'occhio)
-parallelismo delle facce laterali del muso (indispensabile per la quadratura)
-canna nasale rettilinea
-chiusura dei denti leggermente prognata fino a 5mm o a tenaglia
-coda corretta per forma e portamento, lunghezza minima alla 4 vertebra nei soggetti amputati.
-pelo corto ma non raso con sottopelo
-colori previsti dallo standard (le macchie bianche tollerate solo se nei limiti e nelle regioni indicati).
Su questa tavola riassuntiva si potrà discutere perchè si ricava dalla lettura dello standard ed è una mia libera interpretazione. Non è però casuale e si attiene a questa impostazione: ho inserito quei caratteri che lo standard stesso definisce proporzioni importanti e li pone così in particolare evidenza già nei primi paragrafi e quei caratteri che vengono valorizzati dalla sanzione specifica per realtà difformi (difetti eliminatori o da squalifica).
In questa mia analisi è stato tralasciato volutamente il carattere, sicuramente importante, anzi fondamentale nella definizione del tipo. Lo standard del corso, così come nelle altre razze è costruito per dare una definizione morfologica e al carattere vengono dedicate giusto un paio di righe con affermazioni generali, senza alcun approfondimento scientifico. Data l'importanza dell'argomento sarà il caso di trattarlo a parte successivamente.
Quest'ultima annotazione riporta in primo piano la necessità di una revisione dello standard Enci/FCI che vive la contraddizione di essere molto particolareggiato in alcuni passaggi e molto carente e/o errato in altri.
Di proposito, per evitare complicazioni nello sviluppo del nostro discorso, la disamina è stata fatta su questo e non sullo Standard Cane Corso 2003, trattandosi il secondo di una revisione del primo. E' comunque evidente che la razza necessita di strumenti migliori, in particolare oltre che corretti anche più chiari e fruibili da tutti gli operatori. In questa direzione occorre fare bel passo avanti. Mai come in questo caso vale il motto: chi si ferma è perduto!
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